Testata

Cosa scrive il nemico ?




Il pezzo di Michele Serra, su la Repubblica del 7 marzo 2018.




La distribuzione sociale della propensione a votare il PD, pubblicata sul sito del CISE il 6 marzo.


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Questo è il primo e unico post che scrivo sulle elezioni politiche “italiane” di un mese fa, avendo prediletto argomenti generali come la crescente automazione nei luoghi di lavoro [ 1 ] ed altro.

Delle elezioni [ 2 ] ne ho scritto e discusso sui social e con largo anticipo, palesando la mia intenzione di non partecipare a questa fiera paesana per i semplici ( intenzione rispettata ).
E' comunque meritevole di riproduzione la reazione del PD – detto “partito bestemmia” dal crociato Lorenzo – che, di fronte a un crollo del consenso ( quasi dimezzata la percentuale di voti ottenuti, dal 40,81% alle europee del 2014 [ 3 ] ) trova nulla di meglio di attribuire l'etichetta di “impolitiche” a quelle aree del Paese che hanno scelto altre formazioni.
Invece di fare un'autocritica vera – la messa in discussione della scelta di abbandonare i ceti popolari ( che hanno scelto Lega e m5s ) per soddisfare totalmente le istanze delle élite economiche – essi hanno rispolverato il solito rosario del “non siamo stati compresi”.

Bibip! ?




La campagna TPER per la validazione del titolo di viaggio.


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All'inizio dell'anno scorso, discussi con alcuni amici-FB l'obbligo di validazione dell'abbonamento caricato sulla carta personale ad ogni salita sui mezzi pubblici, imposto dall'azienda dei trasporti pubblici dell'Emilia-Romagna, la TPER [ 1 ].

{ tale obbligo per gli abbonati annuali era solo formale fino all'inizio di quest'anno, cioè senza applicazione della sanzione, poi è entrata in vigore;
inutile cercare l'importo della sanzione – a voce, mi è stato detto 6 – 7 € – per chi non valida l'abbonamento annuale nella pagina-web “Regolamento e sanzioni”, siccome è largamente incompleta : [ 2 ] }.
Io feci presente che, essendo registrati sulla carta diversi dati personali [ 3 ] dell'utente, le macchinette obliteratrici avrebbero potuto memorizzare tali dati, assieme all'ora ed il mezzo su cui l'utente sale ogni volta. L'azienda avrebbe così costruito un database con gli spostamenti dei singoli cittadini coi mezzi pubblici, vendibile a società private e comparti dello Stato.
Mi risposero che la raccolta dei dati era utile ai fini statistici per ottimizzare il servizio dell'azienda, mi diedero del “paranoico”, del “complottaro”.

Dati personali


Cosa intendiamo per dati personali?

Sono dati personali le informazioni che identificano o rendono identificabile una persona fisica e che possono fornire dettagli sulle sue caratteristiche, le sue abitudini, il suo stile di vita, le sue relazioni personali, il suo stato di salute, la sua situazione economica, ecc..

Particolarmente importanti sono:

● i dati identificativi: quelli che permettono l'identificazione diretta, come i dati anagrafici (ad esempio: nome e cognome), le immagini, ecc.;

● i dati sensibili: quelli che possono rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, lo stato di salute e la vita sessuale;

● i dati giudiziari: quelli che possono rivelare l'esistenza di determinati provvedimenti giudiziari soggetti ad iscrizione nel casellario giudiziale (ad esempio, i provvedimenti penali di condanna definitivi, la liberazione condizionale, il divieto od obbligo di soggiorno, le misure alternative alla detenzione) o la qualità di imputato o di indagato.

Con l'evoluzione delle nuove tecnologie, altri dati personali hanno assunto un ruolo significativo, come quelli relativi alle comunicazioni elettroniche (via Internet o telefono) e quelli che consentono la geolocalizzazione, fornendo informazioni sui luoghi frequentati e sugli spostamenti.

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Garante per la protezione dei dati personali

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Come girare le viti al proprio lessico.

L'amico-FB Alessandro Carini mi ha fatto notare un errore [ 1 ] nel post precedente [ 2 ] ovvero l'errata sinonimia tra “dati personali” e “dati sensibili” – che sono, come leggete sopra, una sotto-categoria dei primi – e mi ha consigliato il link alla scheda divulgativa del Garante [ 3 ].
La protezione dei dati personali è normata dal Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 [ 4 , 5 ].

[ ... ]

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Social nel risiko



L'AMMINISTRAZIONE DI FACEBOOK FINISCE COINVOLTA NEI DUE ASPETTI DELLA GUERRA GLOBALE IN ATTO: 1) L'ASPETTO RIGUARDANTE LO SCONTRO FRA CLASSE LAVORATRICE DEI PAESI OCCIDENTALI ED ELITES PROMOTRICI DELLA GLOBALIZZAZIONE; 2) L'ASPETTO RIGUARDANTE LO SCONTRO GEOPOLITICO FRA CONCEZIONE UNIPOLARE E MULTIPOLARE DEL MONDO.

di Riccardo Paccosi

Sta procedendo tutto a grande velocità.
La società americana Cambridge Analytica avrebbe, col sostegno logistico dell'amministrazione di Facebook, utilizzato i dati di milioni di utenti per orientare i risultati delle elezioni presidenziali americane e, forse, anche quelli del referendum sulla Brexit nonché delle ultime elezioni politiche nei paesi europei.
Questa notizia ha appena fatto in tempo a diffondersi, 48 ore fa, che immediatamente è stata aperta un'indagine dalla Federal Trade Commission americana, è stata convocata riunione d'emergenza alla Camera dei Comuni inglese, nonché effettuata un'interrogazione dal presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Infine, è partita in tutto il mondo una campagna virale con l'hashtag #DeleteFacebook, che invita a cancellarsi da questo social network.
Tutto questo, improvvisamente, getta nuova e nitida luce sulle parole pronunciate da George Soros al forum di Davos del 26 gennaio scorso: in quell'occasione, il noto e influente speculatore finanziario utilizzò premesse condivisibili come la posizione monopolista di facebook, per giungere poi a far comprendere, in maniera non troppo velata, come si fosse determinata una saldatura tra il social network e le istanze populiste (che Soros, nel suo intervento, ovviamente ha definito "nazionaliste").

Possiamo dire che facebook sia sprofondata con tutte le scarpe all'interno d'una dinamica di contrapposizione che investe, oggi, il mondo intero. Siamo dinanzi a una guerra globale, cioè, articolata su due livelli distinti ma al contempo profondamente intrecciati: il primo livello consta di una guerra sociale, per il momento declinata pacificamente entro il piano elettorale; il secondo livello consta di una contrapposizione geopolitica fra Stati riguardante il futuro assetto del mondo, per il momento declinata sotto forma di "guerra fredda".

1 – IL LIVELLO DELLO SCONTRO SOCIALE

Riguardo al primo livello, vediamo un'èlite liberista-globalista che vuole dissolvere gli Stati-nazione in quanto ostacolatori e rallentatori dei processi di accumulazione dei mercati finanziari. Insieme agli Stati-nazione, l'intento di questa èlite progressista - che s'identifica perlopiù con la sinistra politica - è quello di dissolvere inevitabilmente le Costituzioni e le legislazioni degli Stati e dunque, cancellando queste ultime, azzerare tutte le forme di protezione sociale conquistate dal movimento operaio nel XIX e XX secolo e fissate nelle normative nazionali.
Dinanzi a questo progetto di salto all'indietro nel tempo di oltre due secoli, la classe lavoratrice dei paesi occidentali risponde votando le formazioni politiche populiste; infatti queste ultime sono le uniche che - seppure a parole e in molti casi in malafede - accolgono le istanze di sovranismo e protezionismo provenienti dalla classe lavoratrice.

2 – IL LIVELLO DELLO SCONTRO GEOPOLITICO

A fianco di questo livello di guerra sociale, si delinea poi lo scontro geopolitico. L'assetto internazionale del mondo, sta assumendo una configurazione sempre più multipolare. Una configurazione di cui l'asse dei paesi raccolti nella sigla Brics - con il loro intento di creare un sistema di credito alternativo a FMI e Banca Mondiale - costituisce l'epifenomeno. E la Russia - materializzando questo multipolarismo con inedite saldature geopolitiche collegate ai gasdotti - rappresenta il nemico principale dei sostenitori della visione opposta, vale a dire la visione d'un mondo unipolare a guida anglo-americana che trent'anni fa, ai tempi del crollo del blocco sovietico, era stata invece ritenuta ineluttabile.

Oggi, le stesse forze che puntano in Europa e negli Stati Uniti alla dissoluzione degli stati-nazione e alla distruzione di tutte le forme di welfare state, sono le stesse che si dimostrano pronte a rischiare una guerra nucleare su suolo europeo al fine di scongiurare il consolidamento multipolare delle relazioni internazionali.
Queste forze hanno nomi e cognomi: per quanto riguarda gli Stati Uniti, sono le banche d'affari, le grandi corporation, l'èlite diplomatica e militare, il Partito Democratico e tutta l'area della sinistra liberal, l'ala neocon del Partito Repubblicano; per quanto riguarda l'Europa, sono le granzi aziende sovranazionali, i dirigenti della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea legati per via personale alle banche d'affari americane, i leader dei partiti di centrosinistra nonché di quelli liberali di centrodestra.
Questo fronte progressista punta a una società senza protezioni in cui la maggioranza della popolazione divenga forza-lavoro a bassissimo costo e, al contempo, coltiva l'opzione di resettare il mondo con la guerra nucleare.
Chi invece si pone in continuità con una visione egualitaria della cittadinanza e del bene comune, chi si riconosce nel principio marxista d'una società fondata sulla cooperazione collettiva, chi si riconosce nella memoria storica dell'internazionalismo proletario contro le predazioni dell'imperialismo, chi ritiene vadano assunti al tempo di oggi alcuni dei principi dei movimenti socialista e comunista, non può che essere nemico del progetto sopra citato. Questo vuol dire schierarsi contro quella filosofia imperiale che, da sempre, vuole imbrigliare gli uomini e le popolazioni sotto un principio di Unità trascendente: dunque significa schierarsi contro la dissoluzione degli stati-nazione e altresì schierarsi - contro gli Stati Uniti e contro l'Unione Europea - a favore dei Brics e cioè a favore d'un mondo multipolare.

Questo significa, qui e ora, avversare una campagna contro facebook la cui implicazione, oltretutto, consta del tentativo di invalidare o comunque screditare dei risultati elettorali a suffragio universale solo perché questi ultimi sono stati sgraditi alle èlite guerrafondaie del liberismo-globalismo.





Infografica del caso Cambridge Analytica.


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E' inutile lo scandalizzarsi per l'uso dei dati personali, siccome – ad esempio banale ma quotidiano – quando un abbonato sale sull'autobus a 051, i suoi dati sensibili ( anagrafici, ora, linea, autobus ) vengono registrati dall'azienda che si occupa dei trasporti pubblici, la TPER [ 1 ].

Restando in ambito informatico, è inutile credere ai pentimenti e alle promesse di “onestà” e “trasparenza”, quando non sappiamo esattamente cosa fa il codice chiuso delle app così come quello del sistema operativo per pc più diffuso al mondo.
Attraverso i cookie memorizzati nella nostra macchina, veniamo profilati quotidianamente [ 2 ].
E' inutile ed auto-lesionista cancellarsi da FB = amputare alcune delle proprie relazioni personali [ 3 , 4 ] perché il social net di Mark Zuckerberg è uno dei tanti meccanismi in gioco, anche se di quelli grossi.
E quando abbiamo aperto un account, abbiamo sottoscritto un contratto nel quale abbiamo ceduto a Facebook Inc. l'uso dei nostri dati in cambio dell'uso gratuito della piattaforma sociale.
Può essere utile, invece, una lettura dei fatti ad un livello superiore, come quella usata da Riccardo Paccosi [ 5 , 6 ] nello status faccialibresco che ho riprodotto.

0 # 2




Un laboratorio dell'istituto Kurchatov.


Kurchatov Institute

The Kurchatov Institute (Russian: Hациональный исследовательский центр "Курчатовский Институт" (since 2010) i.e. (Russia's) National Research Centre "Kurchatov Institute"; 1991-2010: Роcсийский научный центр "Курчатовский Институт" — Russian Scientific Centre "Kurchatov Institute") is Russia's leading research and development institution in the field of nuclear energy.

In the Soviet Union it was known as I. V. Kurchatov Institute of Atomic Energy (Russian: Институт Атомной Энергии им. И.В. Курчатова), abbreviated KIAE (Russian: КИАЭ). The Kurchatov Institute is located at 1 Kurchatov Square, Moscow. It is named after Igor Kurchatov.

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Wikipedia


All'istituto Kurchatovskij creata una "società" di robot, in grado di svolgere compiti

I professionisti del centro di ricerca nazionale di Kurchatov sono riusciti con l'aiuto di meccanismi simili a quelli naturali a creare una comunità sociale di robot, per risolvere i problemi che non erano in grado di risolvere i "parenti", ha detto il capo del laboratorio di robotica.

Egli ha parlato martedì in una conferenza stampa di Mia Rossia Sevodnja, dedicata a questioni di sviluppo e applicazione di sistemi di intelligenza artificiale in Russia. All'evento ha discusso dello sviluppo dell'istituto Kurchatov in questo campo.

L'essenza della ricerca condotta dall'istituto nel campo "sociale" della robotica, è trasferire su dispositivi tecnici modelli di comportamento sociale, esistenti in natura, per usare un "collettivo" di robot per ogni tipo di attività: ad esempio, la tutela, il monitoraggio, la pattuglia dei grandi territori.

"L'idea è semplice, avete un compito difficile, che è difficile da risolvere con l'aiuto di un robot. Si può cercare di risolvere questo problema con più robot. Questo è il cosiddetto gruppo o collettivo robotico. Ma insieme decidono male le attività, non si ottengono gli effetti previsti. E allora ci è venuto in mente: lasciamo che i robot provino ad organizzare la comunità sociale, la società di robot" ha detto Karpov.

"Lo stiamo sviluppando da un paio di anni, c'è progresso, e ora stiamo lavorando sui meccanismi di ruolo simili a quelli naturali, questi robot potrebbero organizzare quello che noi chiamiamo società. Lo scopriremo. Le attività private che hanno già scelto sono molto interessanti, anche se hanno deciso singolarmente", ha aggiunto lo scienziato.

Sputnik

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La società dei robot

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Una comunità di robot capace di auto-organizzarsi può essere utile nella prima fase di colonizzazione di mondi lontani, per sondare il territorio e costruire una base capace di ospitare i primi astronauti terrestri. La Federazione Russa e prima l'Unione Sovietica è all'avanguardia dell'esplorazione spaziale: il primo volo orbitale di Gagarin ... la prima esplorazione diretta di Venere ... la stazione orbitante Mir – Мир : in lingua russa, significa “mondo” che “pace” – esperienza fondamentale per la Stazione Spaziale Internazionale in funzione oggi ... eccetera.

Proiettando l'esperimento su più ampia scala, può essere visto come l'embrione di una civiltà in cui Homo non è più necessario. E nel mondo del lavoro sta avvenendo esattamente questo, come focalizzato nel mio precedente post “0” [ 1 ].
Dell'esperimento sociale dell'istituto moscovita, ne aveva scritto il magazine on-line ( in lingua russa ) Pro/Hi-Tech lo scorso giugno, in “В НИЦ «Курчатовский институт» роботы учатся работать в команде” [ 2 ] : più esattamente, si tratta di mini-androidi con differenti modelli comportamentali e carattere che devono lavorare insieme in una squadra guidata da un “leader”, e il capo della comunità viene scelto dai robot stessi. Il modello naturale di riferimento, è il formicaio.
Il magazine ( anche in lingua italiana ) Sputnik [ 3 ] ci riporta la dichiarazione ottimista di Karpov Valery Eduardovich, Capo del Dipartimento di Scienze Neurocognitive e Sistemi Intelligenti del centro di ricerca nazionale “Istituto Kurchatov” [ 4 ].
{ chi ha una buona conoscenza del russo e desidera curiosare negli esperimenti dell'istituto, può leggere la pubblicazione Systems of Control, Communication and Security n. 3, 2017 [ 5 ] }.

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Addio cucitrici e sarti. I jeans della Levi's rifiniti solo da robot

Levi Strauss sostituisce i suoi lavoratori con i laser. Per rendere i jeans del colore caratteristico e con le pieghe strategiche, il colosso userà dei robot che peraltro ha già iniziato a utilizzare. Obiettivo, 'assumere' entro il 2020 solo robot al posto degli umani che si occupano della rifinitura dei jeans, un lavoro in alcuni casi con rischi di tossicità. L'obiettivo – riporta il Financial Times – è quello di «ridurre gli sprechi e i costi», accelerando anche design e manifattura.

QN


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La Verità viene distribuita in brevi trafiletti di spalla, come questo che ho ribattuto dal cartaceo QN ( il Resto del Carlino ) del 1° marzo, a pag. 20.
Gli spacciatori di menzogne, tipicamente avrebbero maneggiato questa notizia esaltando le meraviglie della Tecnologia – vedi, nella stessa pagina del quotidiano, l'articolo principale “Amazon compra i campanelli intelligenti” – e la cessazione di un'attività umana rischiosa per la salute, magari con un titolo a piena pagina. La verità è che cessa la tossicità, ma cessano di esistere anche i posti di lavoro.


2

Ci avviamo verso un futuro remoto senza lavoratori umani – con macchine che si occuperanno anche della progettazione – ed un futuro intermedio in cui molti lavori spariranno : secondo uno studio del 2013 a firma degli economisti Carl Frey e Michael Osborne dell'Università di Oxford, entro due decadi sparirà il 40% dei mestieri ovvero nel 40% delle attività umane i robot subentreranno agli umani [ 1 , 2 ].

Uno schema della fantascienza classica, è quello di un futuro terrestre oppure il presente/futuro di una civiltà aliena nel quale i robot lavorano come servi delle unità biologiche, che si dedicano a tempo pieno ad attività piacevoli.
Ma per conquistare questo futuro ideale saranno necessarie dure lotte.
Al momento attuale e nei prossimi anni, infatti, le macchine sostituiscono e sostituiranno Homo innanzitutto nelle mansioni più faticose, fisicamente logoranti e con un minore coefficente intellettuale, che sono, di solito, anche le meno pagate : questo cambiamento incrementerà drammaticamente la differenza retributiva tra i cittadini, separando una casta alta da una casta bassa.

Burgez ?




Lo snapshot del post della catena sul social Facebook, discusso negli ultimi giorni.


Annunci di lavoro fantastici e dove trovarli.

Domande: quant'è lo stipendio? Quali sono le condizioni contrattuali? Quante ore di lavoro reali? Straordinari pagati? Quando licenziate quelli che vi gestiscono i social, che stanno facendo più danni di Nerone al brand?

Charlotte Matteini


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La prima reazione che ho avuto leggendo lo snapshot pubblicato dall'adorabile Charlotte Matteini [ 1 ] su FB, è stata il fastidio che provo di fronte a un refuso tipografico.
Un annuncio fuori tempo massimo, che poteva essere circonstanziato fino a 10 - 15 anni fa, e oggi, di fronte a milioni di disoccupati “italiani”, appare semplicemente stupido e offensivo.
Arrogante.
Ma poi, leggendo i commenti e vedendo chi approva il messaggio – “negrieri” e stranieri – si capisce meglio il target della strategia di marketing di questa giovane catena di hamburger restaurant radicata a 02 ( Milano ) e quale tipo di dipendenti E clienti stia cercando.

Ho pensato di commentare citando in prima battuta un frammento dal celebre monologo del colonnello reietto Walter E. Kurtz – interpretato da Marlon Brando – in “Apocalypse Now” [ 2 ] che mi sembra calzare a pennello per i promotori grandi e piccoli della Globalizzazione :


Ma voglio ricordarmelo non voglio dimenticarlo mai, non voglio dimenticarlo mai. E a un certo punto ho capito, come se mi avessero sparato, mi avessero sparato un diamante, un diamante mi si fosse conficcato nella fronte e mi sono detto: Dio che genio c'è in quell'atto, che genio. La volontà di compiere quel gesto, perfetto, genuino, comlpleto, cristallino, puro. Allora ho realizzato, che loro erano più forti di noi, perché loro riuscivano a sopportarlo, non erano mostri, erano uomini. Squadre addestrate.
MYmovies


Credo che il boicottaggio di questa catena dovrebbe essere eseguito come un atto di doveroso minimo amore per sé, da parte di tutti i giovani milanesi “italiani”.

Notte




Una immagine notturna di Parigi creata digitalmente, immaginata senza elettricità, dalla serie “Darkened Cities” di Thierry Cohen [ 1 ].


Che fine ha fatto la notte ?

Al tramonto, vista dai satelliti, l'Italia appare tra i Paesi più illuminati del pianeta. Un gigantesco albero di Natale che nasconde la Via Lattea e che ci fa ammalare, sprecando energia e togliendo il sonno.

di Sandro Orlando. Foto di Thierry Cohen


Ogni sera, quando cala il sole, il cielo di Milano si accende. Un alone di luce giallognola si leva sulla città. Un'unica, grande nube luminosa, che si estende fino a Brescia e Novara, Como e Vigevano. Più ci si allontana e più appare in tutta la sua intensità. Dagli 800 km di distanza del Suomi National Polar Platform, il satellite americano che dal 2011 orbita intorno alla Terra, l'area milanese appare come un immenso fuoco d'artificio, un'esplosione di luci che per potenza luminosa può misurarsi solo con poche altre grandi metropoli nel mondo: Parigi, Rotterdam, Mosca, Shangai o New York. Del resto la valle Padana è una delle zone del pianeta con il più alto inquinamento luminoso, e anche il resto della penisola non sta messo bene: «Oltre il 90% del nostro territorio è esposto a livelli d'illuminazione artificiale che non consentono più di vedere la Via Lattea», sintetizza Fabio Falchi, astronomo che da decenni studia il fenomeno e oggi presiede l'associazione Cielobuio, Con altri ricercatori, e grazie al contributo di migliaia di volontari che in tutto il globo hanno misurato la luminosità del cielo notturno con un'app scaricabile dal cellulare (Loss of the Night), Falchi ha elaborato un Atlante mondiale dell'inquinamento luminoso che vede l'Italia al primo posto tra le nazioni industrializzate del G20, per la percentuale di territorio dove la notte è alterata dalla luce [ ... ].

D di Repubblica

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1

Chiunque abbia visto le foto satellitari della Terra di notte, ha senz'altro notato le zone più illuminate del pianeta e, tra queste, la “Italia”.
Qualche giorno fa, ho recuperato un vecchio numero di D di Repubblica – # 1075 – con quest'articolo che ripropone l'argomento dell'inquinamento luminoso notturno [ 2 ] : l'atlante citato è disponibile on-line, nel sito Science Advances [ 3 ]. Ed oltre a quello dell'associazione CieloBuio [ 4 ] esiste un sito dedicato in lingua italiana ed inglese, curato da Pierantonio Cinzano : Light Pollution in Italy [ 5 ].


Stylish




Il colore Blu nello spettro luminoso.


Attenti ai monitor led: la luce blu è un pericolo?

I led bianchi ad alta luminosità , grazie alla loro elevata efficienza energetica, longevità e compattezza, si stanno diffondendo a macchia d’olio nei dispositivi elettronici che ci circondano. Non solo sono già parte integrante dei display Lcd dei nostri computer, tablet e smartphone, ma stanno velocemente entrando negli ambienti in cui viviamo anche sotto forma di lampadine e di sistemi di illuminazione a stato solido. In realtà i led bianchi sono costituiti da led blu InGaN (nitruro di gallio e indio), ricoperti da fosforo Yag (granato di alluminio e ittrio) che emette luce gialla quando illuminato da fotoni con frequenza nel blu. I colori giallo e blu sommati appaiono ai nostri occhi come bianco, che può avere una dominante calda (tendente al giallo) o fredda (verso il blu) a seconda della quantità di fosforo Yag impiegato.

di Nicola Martello

[ ... ].

Pc Professionale


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Ho più volte esternato nei luoghi sociali della rete il mio affaticamento oculare nella fruizione di pagine-web con sfondo bianco, ad esempio : il blog UnUomoInCammino [ 1 ].

Da cui la scelta della pagina scura per questo mio diario on-line, per compiacere la mia fisiologia ed anche il mio peculiare gusto estetico, scelta che non è stata apprezzata da alcuni utenti.
Oltre il gusto personale, esiste una ragione fisica per la quale la lettura di pagine cromatizzate in certi intervalli di luminosità e colore affatica maggiormente il nostro apparato visivo, ed è legata alla tecnologia LED implementata nei dispositivi mobili [ 2 ] : è scientificamente provato che una esposizione moderata alla luce forte è positiva per la produzione di vitamine ed ormoni come la serotonina ed il cortisolo [ 3 ] ma una prolungata, eccessiva esposizione alla luce blu [ 4 ] dei moderni display può provocare danni all'organismo [ 5 ] e interferenze al ritmo circadiano [ 6 ] causate dalla soppressione della produzione di melatonina – detta anche “ormone del sonno” [ 7 , 8 ].

Feedback


Facebook tests 'downvote' button for feedback on comments

This isn't the long-desired "dislike" button. Instead, Facebook is trying out a feature that lets some people mark comments as "offensive" or "misleading."
by Ian Sherr, Steven Musil / February 9, 2018 11:41 AM PST


It's one of the easiest ways to express your opinion: like or dislike.

Yet for a more than a decade, Facebook only offered the happier option, the thumbs-up. That's about to change.

The social networking giant is testing a new feature that lets some people register a negative reaction to comments with a button called "downvote."

The goal, Facebook said, is to allow people to weigh in on comments people leave on public pages, like those for President Donald Trump. When selected, the button offers reporting options like "offensive," "misleading" and "off topic."

[ ... ].

c|net


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Quindi.
Da un mesetto, Facebook ha messo a disposizione degli utenti Usa il bottone Downvote per disistimare pubblicamente un post.

Ma gli utenti “italiani” possono comunque coadiuvare il lavoro degli schiavi meatware [ 1 ] segnalando i post ritenuti scorretti.
Una funzione collaborativa che può diventare strumento per la battaglia politica, per tacitare chi non la pensa al proprio modo : i kapò della porta accanto.
 



Cliccando sui tre puntini in alto a destra, si ottiene un menu di azioni eseguibili sul post e sull'autore.
Scegliendo l'opzione “Fornisci un feedback su questo post” è possibile spedire una segnalazione alla Censura faccialibresca.





Gli argomenti opzionabili per la segnalazione.


Ho utilizzato, ad esempio, un post [ 2 ] dell'adorabile Charlotte Matteini [ 3 ] proprio perché è un'utentessa molto corretta, al di sopra di tali critiche.