Testata

In movimento




Ho divorato i primi due terzi di questo libro, più autobiografici che tecnici, meno l'ultimo a "proporzioni invertite". Sacks compie in gioventù un viaggio nel mondo e negli eccessi (record di sollevamento pesi in accosciata nel 1961), nella psichedelia e nella droga rischiando di non uscirne) e poi si inoltra in altri eccessi (trentacinque anni di cast(r)ità, le degenerazioni, disfunzioni e patologie del sistema cervello-mente, passare dal gotha scientifico alla prassi clinica con contatto quotidiano con tutti i tipi di pazienti, di sovente problematici) e sempre più in quella disciplina di frontiera che è la neurologia. Uno degli aspetti interessanti e che mi affascina di questa autobiografia è il tentativo abbastanza compiuto di avvicinarsi all'uomo leonardiano, arte e scienza, corpo e mente, emozioni e raziocinio.
L'ultimo terzo del libro è via via più tecnico fino ad arrivare a Gerald M. Edelman e alla sua teoria del darwinismo neurale [ ... ].

UnUomoInCammino


1
 

UnUomoInCammino ( UUIC ) mantiene fede a un motto a lui caro ( “In cammino verso l'oltre, terre così vicine e inesplorate.” ) nella scrittura del blog omonimo del nickname [ 1 ] che è sovente trascrizione di esperienze vissute nel quotidiano di un soggetto singolo [ 2 ].
Pertanto, non poteva non essere affascinato dalla personalità poliedrica di Oliver Sacks [ 3 ] neurologo abituato a mettere in gioco sé stesso nel rapporto con i pazienti e, scambiando, nel ruolo di paziente osservato; consigliato da un'amica, il blogger ha letto e recensito bellamente “In movimento” ( 2015; ed. ita. Adelphi, 2015 ) : [ 4 ].

La zampa




Obama Barack e Che Guevara, dal Business Insider [ 1 ].



1

Con Luca Oleastri aka Innovari [ 2 , 3 ] discutevo di questa ennesima manipolazione mediatica l'altro ieri, al telefono.

Poche settimane fa, il Presidente USA Obama Barack ha eseguito una storica visita a Cuba dal 20 al 22 marzo [ 4 ], e diversi quotidiani “italiani” hanno riportato una curiosa foto in prima pagina ( la quarta della sequenza qui sotto ) incorniciata da toni enfatici, elegiaci dell'evento.
Peccato che la scelta redazionale sia stata quanto mai infelice nel nesso tra contenuto e messaggio ( la “storica stretta di mano” ).
In verità, il Presidente cubano Raul Castro ha parato prontamente il gesto simbolico dell'imposizione del Potere ai vassalli/valvassini/valvassori dell'Impero Americano, tipico di questo e degli altri presidenti : la zampa sulla spalla; non è il pugilistico alzare il braccio del vincitore ( potrebbe essere stata equivocata in tale modo dal redattore che si è occupato della scelta ) ma è il netto rifiuto della rituale celebrazione iconografica della sottomissione al più forte : guardate com'è innaturalmente piegato il polso di Obama, che voleva afferrare e cingere l'altro.
Mi sembra che i siti mainstream “italiani” ( e la stessa ANSA ) abbiano censurato l'incidente [ 5 , 6 , 7 , 8 ... ]; ma chi si spinge ben oltre la decenza ed esegue il lavoro straordinario nell'ossequio al Grosso Fratello è il Post, che ribalta completamente la meccanica del fatto :


Finita la conferenza stampa, i due presidenti si sono incontrati in mezzo al palco per stringersi la mano. Castro ha provato ad alzare in aria il braccio di Obama in un segno di vittoria, ma Obama non ha lasciato che lo facesse e ne è uscito un nuovo momento di imbarazzo: Obama con il braccio a mezz’aria e Castro che cerca di spingerlo verso l’alto.
[ il Post ]


Giudicate voi :




Obama Barack e Raul Castro, nella sequenza dell'incidente.

{ per un'analisi del tradizionale gesto del Grosso Fratello USA, vedi il post dedicato, su Informare Per Resistere : [ 9 ] }.

40.000+




L'esercito silenzioso dei cinquantenni disoccupati
«E' un'emergenza»


Sono 40mila senza lavoro [ a Bologna e provincia ]. L'analisi di Lunghi (CGIL)


“NEET” è la sigla che indica i ragazzi tra i 16 e i 35 anni che non studiano e non lavorano. Gli esodati i lavoratori a un passo dalla pensione che, causa riforma Fornero, per qualche anno non possono accedervi. Poi ci sono quelli tra i 45 e i 55 anni. Un esercito di disoccupati che non ha un nome o sigla: troppo giovani per aspirare alla pensione e troppo anziani per pretendere di essere formati e assunti.
Quanti sono ?
Maurizio Lunghi, segretario generale della CGIL, ce ne mostra il grafico, che cresce in modo costante e vertiginoso dal 2008 ad oggi.
Erano 16.198 nel 2009. Sono schizzati a 19.820 nel 2010. L'anno dopo erano più di 23mila. Poi: 27.983 nel 2012, quasi 33mila nel 2013, 37mila nel 2014 e oltre 40mila nel 2015.
“Da quel momento in poi i dati si fanno parziali per decreto – alza le mani Lunghi – perché la regola attuale depenna in automatico chi non si iscrive ogni sei mesi.”

[ il Resto del Carlino – ed. Bologna, 11/4/2016 ]


1

E mentre 40.000+ disoccupati tra i 45 e i 55 anni sono considerati dal sistema meno della merda a 051 e provincia ( popolazione complessiva 1 M circa – inclusi bambini, studenti, disabili e pensionati – e circa 100.000 disoccupati totali ), la gerarchia politica e quella ecclesiastica cattolica ( nonché masse di cittadini dementi che però fanno opinione pubblica ) fanno il tifo per fare entrare quanti più migranti a 0039 [ 1 , 2 ].

Una follia che rischia di fare scoppiare [ n ] pogrom nella cosiddetta “società civile”, all'interno del problema # 1 : il contenitore più esterno, il modello economico capitalista, sta implodendo per raggiunta agonia fisiologica [ 3 ] e oggi non offre, né domani offrirà possibilità dignitose di lavoro a costoro, ai disoccupati delle altre fasce d'età, e ai soggetti già precarizzati ( che sono in aumento ).

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Migranti , numeri


anno
migranti
sbarcati
domande
accettate
2008
+ 379.118
36.951
31.723
54%
2009
+ 245.693
9.573
19.090
40%
2010
+ 231.096
4.406
12.121
54%
2011
+ 172.857
62.692
37.350
40%
2012
+ 335.640
13.267
17.352
74%
2013
+ 534.364
42.925
26.690
61%
2014
+ 92.352
170.100
64.886
60%


Legenda

anno : anno di riferimento per la riga di valori;

migranti : la variazione del numero di stranieri residenti a 0039, al primo gennaio dell'anno successivo a quello segnato [ 1 ]; attendo i dati del 1° gennaio 2016 ( relativi al 2015 ) per completare la tabella, tali dati dovrebbero essere pubblicati dall'ISTAT a giugno;
sbarcati : il numero degli sbarcati identificati, durante l'anno segnato [ 2 ];

domande : il numero complessivo delle domande d'asilo presentate [ 3 ];
accettate : la percentuale delle domande accettate sul numero di domande esaminate [ 3 ].


anni
migranti
sba. 1
sba. 2
acc. 1
acc. 2
2008 - 14
+ 1.991.120
339.914
17,1%
5,0%
29,1%


Legenda

anni : intervallo di anni presi in considerazione;
migranti : saldo del numero di stranieri residenti, nel periodo;
sba. 1 : saldo del numero di sbarcati identificati, nel periodo; 

sba. 2: rapporto tra sbarcati e variazione del numero di stranieri residenti nel periodo, espresso come percentuale;
acc. 1 : rapporto tra richieste d'asilo di vario titolo accettate ( proiezione – pari a 98.776 – sul totale delle domande calcolata sulla base di quelle esaminate e accettate ) e variazione del numero di stranieri residenti nel periodo, espresso come percentuale;
acc. 2 : rapporto tra richieste d'asilo di vario titolo accettate ( proiezione – pari a 98.776 – sul totale delle domande calcolata sulla base di quelle esaminate e accettate ) e numero degli sbarcati nel periodo, espresso come percentuale.


I migranti scappano dalle guerre che noi abbiamo fatto scoppiare per il nostro interesse.
credo dell'“italiano” medio


1

Siccome i numeri sui migranti, e specialmente quelli che arrivano sui barconi strappalacrime, vengono sparati dai mass-media del regime liquido a scopo sensazionalistico per ottenere il massimo effetto emotivo ed aprire così le porte ad una immigrazione massiva incondizionata, ho cercato, aggregato e comparato i dati ufficiali sull'immigrazione verso 0039 negli anni dal 2008 al 2015.

Da cui si evince che gli aventi diritti d'asilo ( riconosciuti tali dagli uffici preposti ) sono meno di 3 su 10 sul numero complessivo degli sbarcati ( ma non tutti arrivano sui barconi attraverso il Mediterraneo, vedi gli anni in cui il numero di richiedenti eccede quello degli sbarcati, ad esempio ), e circa 5 su 100 in rapporto alla crescita della popolazione straniera nello stesso periodo.
Pertanto l'asserzione che ho riportato sopra è falsa.

{ letture : [ 4 , 5 , 6 , 7 ] }.

Matrimonio misto musulmano-[ x ]


Il matrimonio nell'Islam

[ ... ]

Da tale matrimonio derivano diritti ed obblighi reciproci. Da una parte si tratta della coabitazione e della reciproca assistenza. Dall'altra parte si tratta della filiazione legittima e del diritto ereditario: la filiazione viene considerata soltanto nei confronti del padre legittimo (niente riconoscimento di paternità od adozione fuori del matrimonio).
Di conseguenza, la prole segue il padre in tutto (religione, cittadinanza, domicilio...).
Bisogna ricordare che, oltre che per la morte reale o legalmente presunta (apostasia), il matrimonio viene sciolto per ripudio (su iniziativa del marito o su richiesta della moglie) o per pronuncia giudiziale. Infatti il marito musulmano ha sempre il potere di decidere unilateralmente lo scioglimento del vincolo matrimoniale e fino a tre volte, nonostante il "detto" attribuito a Maometto che dice: "La cosa lecita che Dio odia di più è proprio il ripudio". Per quanto riguarda il divorzio, le scuole canoniche islamiche riconoscono il diritto per entrambi i coniugi di chiederlo al giudice a causa di una malattia fisica o psichica o nel caso di impotenza antecedente ed insanabile. Da parte sua, la moglie può chiedere il divorzio per mancato pagamento del mantenimento, per allontanamento prolungato del marito (scomparso o condannato alla prigione, ecc.) o per maltrattamento del marito, se ne può dare le prove. Bisogna infine ricordare che, nel caso del ripudio come del divorzio, il marito non ha niente da pagare alla sua ex-moglie (che sia un mantenimento oppure una "pensione").

Subordinazione della donna

Questo riassunto del diritto islamico nelle diverse forme contemporanee dei codici di Statuto Personale si rivela essere la fedele fotografia della struttura della famiglia nelle società musulmane e della visione specifica che l'Islam vi ha sviluppato nei riguardi della donna, del sesso e dei bambini: si tratta dunque di una famiglia "patriarcale" dove il marito esercita tutti i poteri perché deve mantenere tutti, pur avendo la moglie un margine di autonomia. Indiscutibilmente vi è una posizione di priorità o di pre-eccellenza dell'uomo. Certo, l'uomo e la donna sono uguali a titolo teologico, donde gli stessi obblighi nei riguardi del culto e del credo, ma a causa delle loro missioni specifiche nella società si ritrovano in posizioni disuguali in materia di usanze e diritti. Lo dice il Corano: "Gli uomini sono un grado sopra delle donne" (2,228) e "Gli uomini sono superiori alle donne" (4.34).
Perciò la subordinazione della donna nella famiglia islamica sembra palese in tanti capitoli del diritto matrimoniale ed ereditario. La possibilità della poligamia (fino a quattro mogli ad eccezione della Turchia e della Tunisia), anche se viene limitata dalle leggi, non rispetta il principio dell'uguaglianza assoluta tra uomo e donna.
E tale principio viene anche dimenticato, se non rifiutato, nell'esercizio della tutela sulla prole: tranne rare eccezioni, la potestà sui figli è dappertutto esercitata esclusivamente dal padre o, in assenza sua, dalla parentela maschile. La custodia che la madre può esercitare sulla prole, fino ad una certa età, viene controllata da chi è il tutore legale. E questa subordinazione della donna si verifica anche nei vari modi di scioglimento del matrimonio, come è stato detto sopra. Certo la moglie non partecipa al mantenimento della famiglia e rimane totalmente libera nell'amministrare i suoi beni, ma è sotto la stretta dipendenza economica di suo marito per quanto riguarda la vita di famiglia.

[ fonte ]


Le donne musulmane possono sposare solo uomini musulmani ?

Nella maggior parte delle canoniche scuole tradizionali islamiche, ma anche nella stragrande maggioranza del pensiero popolare del mondo islamico, è assodato, come indiscutibile postulato, che una donna musulmana debba necessariamente sposare solamente un uomo musulmano, mentre l'uomo musulmano potrebbe sposare una donna, ovviamente musulmana, ma anche di altre fedi (e qui generalmente viene accettata l'idea che la moglie possa essere ebrea o cristiana).
Questa limitazione, dettata essenzialmente da un'interpretazione delle due principali fonti canoniche del diritto islamico (Corano e Sunnah) e affermatasi attraverso una terza fonte: l'Ijmâ, (ovvero il consenso dei "dotti"), si traduce inevitabilmente in un precetto sharī'atico, che a sua volta si traduce (in varie forme più o meno restrittive), in dei vincoli legislativi contenuti nei codici civili dei vari paesi del mondo islamico, sebbene quest'ultimi non siano necessariamente né governi di forma "teocratica", né tanto meno califfati, spesso sono di costituzione laica. Spesso è proprio l'Ijmâ a pesare maggiormente nella nella formulazione dei precetti della sharī'ah.
Questa regola viene regolamenre rispettata nei paesi a maggioranza islamica, che fondano la propria costituzione sulla base anche di principi islamici sharī'atici. I vari codici di famiglia dei vari paesi del bacino del mediterraneo e dell'area del golfo mantengono tutt'oggi, con alcune lievi varianti, in vincolo sulla differenza di religione come clausola essenziale di validità del matrimonio: una donna mussulmana non può sposare un uomo non mussulmano, mentre un uomo mussulmano può sposare un'ebrea o una cristiana.

[ fonte ]


1

Il matrimonio come meccanismo espansionistico dell'Islam, da una chiacchierata con UnUomoInCammino [ 1 ].

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La maestra


Ragazzi in gita alla moschea
«Partecipa chi vuole capire, abbiamo radici comuni»


Molinella, l'insegnante di religione delle elementari

«Le polemiche di alcuni genitori non ci hanno fermato. Crediamo che la strada giusta sia quella dei percorsi interculturali indicati anche dal Ministero dell'Istruzione. Così si promuove la vera integrazione dei nuovi italiani».
Maria Rotondale, insegnante di religione cattolica, è la promotrice della gita alla moschea di Ravenna che coinvolgerà 80 bambini delle elementari di Molinella [ ... ].
Per ringraziare gli islamici del viaggio pagato, la Rotondale regalerà all'associazione Speranza la bibbia ebraica : «Anche loro credono in Gesù come profeta. Le due religioni hanno la stessa radice. Questo regalo speriamo che sia il segno dell'inizio di altri viaggi.»

[ il Resto del Carlino – ed. Bologna, 7/4/2016 ]



1

Come già detto, certi scorci di cronaca quotidiana hanno la valenza di paradigmi del tempo smemorato fino a demente che stiamo vivendo.

Premetto anche che reputo stimolante il meticciamento ( in carne e culturale ) tra i gruppi umani.
Ma nelle parole errate ( quindi travianti ) di questa persona abilitata – da chi ? – all'insegnamento della religione nelle scuole elementari, ravvedo un filare di incantesimi e pressapochismo fino all'errore marchiano, ch'è simile a una summa dell'ideologia del Grande Paciugo dettata dall'alto e subita da un popolo oramai privo delle minime reazioni biologiche ( ad esempio l'istinto di conservazione ); pertanto procedo a redigere una listarella degli errori più grossi ( e gravi ) presenti nel testo.