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Obesità



Recupero

L'utentessa (civile) Roberta m'aveva postato una nota scientifica nei commenti ad uno dei due post [ 1, 2 ] che dedicai all'indecente obeso messicano Manuel Uribe e per i quali venni selvaggiamente attaccato da molti obesi & ottusi, arrivati in massa dal forum del sito Amiciobesi.it all'arrembaggio di questo libero luogo cyberspaziale, intenzionati a mangiarsi il sottoscritto (inclusi pc/monitor/tastiera/cavetteria).
Insulti a manetta (molti anonimi) e un comportamento da veri troll informatici : rinnovo i miei complimenti !
Avevo promesso di pubblicarla, e lo faccio oggi con diversi mesi di ritardo : il 2008 è stato il mio annus terribilis ed ho dimenticato l'appunto (insieme a molti altri) in un pacco di cose da fare e rimandate a data da destinarsi, che aumentava di altezza ogni giorno.
Mi riservo sempre di giudicare l'obesità come una brutta "postura" filosofica e psicologica aldilà del meccanismo automatico-chimico di azione/reazione : un approccio esagerato alla Vita ch'è pure indotto dai mass-media, ed è troppo impattante per la testa e la "cotica" di molti.
Buona lettura.

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Le cause dell'obesità

Perchè un soggetto diventa obeso ?

Nell'opinione comune un soggetto diventa obeso perchè mangia troppo, sostanzialmente questo risponde a verità, un soggetto obeso accunula peso perchè introduce una quantità di calorie superiore a quella necessaria, quantificare però questo "troppo" è molto relativo al paziente e all'alterazione metabolica da cui è affetto.
Comunemente poi si è convinti che sia sufficiente mangiare meno per risolvere il problema per questo è così difficile accettare che l'obesità sia una malattia, è più semplice vedere l'obesità come una problematica di carattere estetico dipendente dalla poca forza di volontà del soggetto obeso, gli obesi stessi vivono la propria obesità come una colpa, l'obeso si sente debole nei confronti di questa voglia di mangiare e ritiene di essere l'artefice del suo malessere fisico e mentale.
Determinare le cause dell'obesità non è così semplicistico però, di fatto l'obesità è una malattia mulltifattoriale. L'eziopatogenesi è data da una componente genetica e l'unione di uno o più di questi fattori :

* endocrini
* psicologici
* metabolici
* culturali
* ambientali

La componente genetica è caratterizzata da una alterazione del sistema di controllo "noradrenergico" per cui si hanno squilibri che interessano la noradrenalina, la dopamina e la serotonina.
Ad esempio, il calo dei livelli di adrenalina è alla base della mancata stimolazione del senso di fame, infatti l'adrenalina permette la produzione di glucosio tramite la glucogenesi e la glicolisi e nel soggetto obeso i livelli di adrenalina sono insolitamente alti.
La dopamina è definita la "molecola del piacere" del sistema "cortico-meso-limbico". Il calo dei livelli di dopamina comporta la mancata inibizione del senso di fame.
La serotonina determina la stimolazione del senso di sazietà, al calo di serotonina consegue l'assenza del senso di sazietà.

Schematicamente, si può riprodurre il sistema di controllo noradrenergico per capirne il funzionamento :

bassi livelli di adrenalina = sazietà e astenia
alti livelli di adrenalina = assenza di sazietà, richiesta di carboidrati e zuccheri

bassi livelli di dopamina = continuo senso della fame
alti livelli di dopamina = sazietà e soddisfazione

bassi livelli di serotonina = assenza di sazietà e depressione
alti ivelli di serotonina = sazietà, rilassamento, assenza di richiesta di carboidrati e zuccheri

In un soggetto sano, il sistema di controllo noradrenergico ha un equilibrio tale per cui quando il soggetto si è alimentato a sufficienza aumentano i livelli di dopamina e serotonina e si abbassano quelli dell'adrenalina, per cui il soggetto smette di alimentarsi.
Viceversa, quando l'organismo necessita di energia si innescano le reazioni necessarie per cui il soggetto avverte il senso di fame e si alimenta.
Questo equilibrio consente al soggetto sano di non aumentare di peso in modo smisurato, mentre nel soggetto che nasce con la predisposizione genetica all'obesità questo delicato equilibrio è alterato, l'organismo ha dei parametri differenti di richiesta, per cui le risposte di dopamina, adrenalina e serotonina non sono conformi alle reali necessità di nutrimento del corpo.
Accade quindi che il soggetto riceve richieste di nutrimento anche quando il corpo non ne necessita.
La persona che nasce con questa predisposizione genetica può rimanere normopeso a lungo, in questi casi l'obesità rimane latente e il soggetto rimane inconsapevole fino a che la malattia non si attiva quando subentrano uno o più fattori scatenanti che causano il progressivo aumento di peso corporeo.
Paradossalmente è porprio la prima dieta - fatta per recuperare la situazione quando è avvenuto il primo aumento di peso (che solitamente è al di sotto dei 10 kg) - che dà inizio all'inesorabile accumulo di peso che porta il soggetto anche a gravi forme di obesità, innescando l'ormai famosa sindrome dello yoyo.
Il soggetto obeso comincia così una sorta di "battaglia" contro le richieste da parte del suo stesso corpo, che lo porteranno ad inevitabili dimagrimenti/reingrassamenti continui.

L'obesità è una malattia "invisibile", l'aumento più o meno considerevole di peso è solo la conseguenza visibile di quesa patologia. Se la fase di accumulo di peso arriva quando il soggetto è nel periodo della crescita, il corpo sviluppa un maggior numero di adipociti (cellule del grasso) che solo in seguito aumenteranno anche di volume, per questi soggetti è praticamente impossibile rientrare in un peso normale da tabelle, perchè non si possono eliminare le cellule adipocite, le si può solo far tornare del volume normale ma saranno sempre in eccesso numerico.
Se invece l'accumulo di peso comincia in età adulta sarà caratterizzato solo dall'aumento del volume delle cellule adipocite che inseguito potranno ritornare al volume singolo originario.

Un altro elemento che caratterizza la fase attiva dell'obesità è sempre dovuto all'alterazione del sistema di controllo noradrenergico, che inibisce la funzione della termogenesi : viene meno così una azione dinamico-specifica degli alimenti che rappresenta da sola il 20% del dispendio energetico.
C'è inoltre da considerare che la dietoterapia concorre ad abbassare ulteriormente il dispendio energetico, alterando maggiormente il quadro metabolico del paziente.
In associazione a questa sindrome metabolica si hanno anche : dislipidemie, iperinsulinemie, alterazioni tiroidee, ecc. ...

Il controllo dell'alimentazione quindi è assai complesso, intervengono i centri dell'ipotalamo mediale e laterale.

L'ipotalamo è parte del sistema nervoso centrale, è sito alla base del cervello, coordina le fini connessioni tra vita neurovegetativa e il sitema nervoso centrale stesso.
L'essere umano non ha il controllo volontario sull'azione di questi delicati meccanismi del Sistema nervoso centrale e dell'ipotalamo, così come non si può avere il controllo dei battiti cardiaci o della pressione arteriosa anch'essi dipendenti dal funzionamento e dall'azione del sistema nervoso neurovegetativo : queste correlazioni sono alla base della comparsa dei disturbi dell'alimentazione che non sono altro che la risposta emotiva a questa serie di fattori psico-fisici.
Il soggetto obeso si convince di "essere sbagliato", viene portato a considerarsi inadeguato per via del suo aspetto e della sua pulsione verso il cibo prima da sé stesso, poi dalla mentalità comune. Vive la propria obesità come un difetto estetico, come un "marchio infame" dei suoi sbagli, vive disagi fisici/mentali/relazionali, perde stima di sé stesso anche quando ha validi motivi per apprezzarsi, non li valuta appieno e tende sempre a considerarsi mai all'altezza.
Finisce così per addossare al proprio peso e al proprio aspetto fisico ogni delusione e ogni dolore della vita, pensando che l'obesità sia l'unica causa dei suoi mali : tutta l'esistenza del soggetto obeso ruota attorno al problema del peso, ne è condizionata in ogni aspetto, il rapporto con il cibo diventa una sorta di amore-e-odio come con sé stesso, una lotta interiore continua, contraddittoria e destabilizzante, un circolo vizioso da cui è alquanto difficile uscire.

A tutt'oggi [ il commento è stato postato il 7 giugno 2008 ] purtroppo non è possibile intervenire sul fattore genetico dell'obesità, è possibile però intervenire sugli altri fattori, anche se questo risulta comunque molto difficile.
Il paziente obeso può ricercare un equilibrio all'interno del proprio ambiente, può farsi aiutare dalla medicina per i fattori endocrini e metabolici, può assicurare a se stesso un buon equilibrio psicologico anche con l'aiuto di professionisti, liberandosi dei sensi di colpa e rivalutando l'obesità per quella che è - una malattia e non una "colpa" - ma nulla può per contrastare l'alterazione del proprio sistema noradrenergico, quindi non può far altro che accettare di vivere con un senso di sazietà molto blando e di breve durata, un senso di fame insistente e continuo associato ad una forte richiesta di caroidrati e zuccheri.
L'obesità è quindi una malattia cronica, non esiste una cura che garantisca una guarigione : le terapie esistenti (dietoterapia, attività fisica, farmacoterapia, chirurgia bariatrica, ecc. ...) possono aiutare il paziente obeso a ricercare e trovare un equilibrio tale per ottenere il calo ponderale e a mantenerlo nel tempo avvicinandosi quanto più possibile ad un peso accettabile per una vita più sana ed una qualità di vita migliore, necessaria per riconquistare la propria autostima.
Per vivere meglio la quotidianità con sé stesso e nei rapporti interpersonali.

Roberta

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Post del Bufalo col tag "mondo obeso"

1 commento:

  1. Mi guardo attorno, nella semi-oscurità del bar/ristorante Reval in cui sono connesso al Mondo, e scorgo gente (geki con le dita/ventose appiccicate alle tastiere, come me) che alle 10 e mezza del mattino trangugia panini alti come un BigMac, gli occhi incollati al display del proprio laptop (in grande maggioranza, i portatili che vedo sono Mac, gli estoni sono molto "fighetti" anche nella scelta del pc).

    Sì, ho postato l'immagine giusta : noi geki siamo davvero a rischio "obesità" ...

    :-)

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